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Parliamo dei metodi di prova degli autobloccanti in calcestruzzo più comuni. L’utilizzo di autobloccanti in calcestruzzo è sempre più frequente, soprattutto nel rivestimento delle vie pubbliche, sia pedonali che carrabili, grazie alle loro condizioni di durabilità, poiché è uno dei materiali più resistenti all’usura. Inoltre, questo si aggiunge alla loro versatilità, essendo adatti sia per aree verdi con autobloccanti decorativi sia per il traffico più pesante. Tuttavia, è necessario esigere determinate caratteristiche affinché il loro uso e la loro durata siano adeguati. Questo si ottiene con determinati metodi di prova degli autobloccanti.

Di seguito, da Cleannox, autobloccanti in calcestruzzo per Albacete e Madrid, ti parleremo di tre dei più comuni per gli autobloccanti in calcestruzzo.

Metodi di prova degli autobloccanti in calcestruzzo

Metodo dell’assorbimento d’acqua

Determinare l’assorbimento capillare del calcestruzzo è fondamentale per assicurare e garantire la durabilità della pavimentazione in calcestruzzo. Questo tipo di prova sugli autobloccanti si basa sulla misurazione dell’assorbimento d’acqua confrontando la differenza di massa a secco e a umido. In altre parole, definire il tasso di assorbimento o la tendenza del materiale poroso ad assorbire e trasmettere l’acqua.

Campione

Per il metodo sono necessari 3 pezzi interi, senza polvere né sporgenze. Se è molto pesante (più di 5 kg), può essere tagliato in due parti uguali mantenendo lo spessore dell’autobloccante.

Procedimento

Gli autobloccanti vengono collocati in un recipiente dove rimangono completamente immersi, separati e in posizione verticale. Successivamente, vengono pesati due volte, all’inizio e dopo 24 ore, non dovendo esserci una differenza maggiore dello 0,1% nelle loro masse (differenza di massa bagnata). Vanno tenuti immersi per almeno 3 giorni. Per l’asciugatura, vanno messi in una stufa, anch’essi in posizione verticale, che sarà a 105 ºC. La massa secca si otterrà dopo il raffreddamento. Dopodiché, si confronteranno le masse a secco e a umido.

Dai risultati ottenuti potremo trarre conclusioni sul livello di resistenza all’acqua e sul suo comportamento e durabilità nel tempo.

Resistenza alla rottura

Questi metodi di prova vengono eseguiti mediante l’applicazione di una forza di compressione con una macchina con due supporti in acciaio indeformabili, che devono essere di lunghezza maggiore della sezione da provare e con una superficie di contatto di circa 75 mm.

Campione

Dovranno essere provati tre autobloccanti interi, senza alcuna incrostazione o bordo. Se la faccia a vista non è piana o liscia (è ruvida, ha una texture o è curva), dovrà essere preparata mediante rettifica meccanica, cercando di eliminare la minor quantità di materiale possibile.

Procedimento

Dovranno essere immersi preventivamente in acqua per un giorno, dopodiché verrà applicato il carico di prova con due pezzi a compressione (di neoprene o di agglomerato di legno) la cui larghezza sarà di 15 mm, il suo spessore di 4 mm e la sua lunghezza dovrà superare quella del piano di rottura previsto di 10 mm. Il carico di rottura sarà la media tra quella ottenuta sulla faccia a vista e sul dorso.

Resistenza all’usura per abrasione

Questi metodi di prova degli autobloccanti servono a misurare la resistenza all’abrasione mediante l’erosione che si produce a causa dello sfregamento sulla faccia a vista dell’autobloccante. Questo viene sottoposto all’usura con un materiale abrasivo o per l’attrito con un disco di acciaio.

Campione

Si utilizzeranno tre autobloccanti, interi o un pezzo tagliato da ciascuno con parte della faccia a vista e con dimensioni di 100 mm x 70 mm come minimo. La superficie da testare sarà la faccia a vista, che dovrà essere completamente piana, pulita e asciutta.

Procedimento

Prima di iniziare, l’apparecchiatura deve essere calibrata. Una volta preparata, la tramoggia viene riempita con un materiale abrasivo secco e la provetta viene posizionata nel carrello. Il disco farà 75 giri ed è importante che il flusso del materiale abrasivo sia regolare. Si dovrà misurare la lunghezza dell’impronta lasciata dalla prova per poi, in base alla classe dell’autobloccante, verificare se rientra nei limiti.

Questi sono i metodi di prova più comuni per testare gli autobloccanti in calcestruzzo che permetteranno di verificare l’utilità, la durabilità e la qualità degli autobloccanti decorativi o per il traffico veicolare di cui abbiamo bisogno. I test sono la decisione migliore per verificarne le proprietà.

L’Istruzione Spagnola del Calcestruzzo Strutturale, EHE 08, raccoglie tutti i metodi di prova e i metodi di controllo qualità necessari per confermare che le strutture soddisfino determinati criteri di sicurezza.

Cleannox, calcestruzzi di qualità comprovata

In Cleannox siamo un’azienda specializzata in autobloccanti per pavimentazioni per Albacete e Madrid. Con dedizione esclusiva alla loro fabbricazione da 25 anni. E con più di 100 anni di esperienza nella fabbricazione di elementi e materiali per l’edilizia. Chiedi informazioni sui nostri prodotti in autobloccanti, ti offriamo un ampio catalogo.